di Sr.Noemi Minicucci
Che cosa possiamo imparare dalla Vergine Maria, contemplando il suo esempio nella sua visita a Santa Elisabetta?
La Madre Vincenza, presentandoci la Vergine Maria nel capitolo dedicato a lei nel “Vademecum”, inizia sottolineando che lei ha realizzato la sua missione di Madre di Dio e della Chiesa nel silenzio della sua vita contemplativa, con la sua capacità di unione profonda a suo Figlio nel silenzio e nel nascondimento di Nazaret e dopo, seguendolo nella sua missione. Lei è stata capace di cogliere le sue ansie e viverle quotidianamente in profonda unità. Con le sue parole lei dà non solo a noi Ancelle, ma anche a tutti i Custodi ed a tutti coloro che si lasciano plasmare da questo grande esempio, delle indicazioni molto chiare sullo stile che lei ha assunto:
“Maria è quindi la prima Missionaria dell’era cristiana, annunciatrice e portatrice di gioia Messianica: Cristo Gesù che porta nel suo grembo…
– Accogliere e vivere in intima comunione con il Signore Gesù;
– Rimanere in assoluta disponibilità allo stesso Gesù che ci sospinge là, dove necessita la sua Presenza salvatrice.
– Lasciarsi plasmare, trasformare, santificare da Cristo, Parola viva ed eterna, per essere una testimonianza autentica e comprensibile del Messaggio che salva. (1)
Essere missionari, quindi, non è solo “fare” ma è la capacità di entrare prima in profonda comunione con Dio ascoltandolo come Maria ha ascoltato Gesù in lei, lasciando che la sua Parola guidi il nostro cuore. Un silenzio profondo. Solo così realizzeremo quanto lei ancora ci ha insegnato con la sua vita, e cioè che noi siamo chiamati a portare Gesù e a far sì che il nostro servizio diventi un servizio sollecito e premuroso verso tutte le necessità, mosso esclusivamente da questo profondo amore per Dio e che poi ci spinge al dono di noi stesse ai fratelli senza attendere nulla in cambio.
Dalla Vergine Maria impariamo l’ascolto, l’attenzione alla volontà di Dio, l’obbedienza alla Sua Parola, ed in particolare attraverso il mistero della Visitazione, la capacità di accogliere il bisogno dei poveri, il coraggio di mettersi in cammino, l’amore che aiuta.
Padre Dino Tomassini, ci dice la Madre, così si esprime: “Oh Maria, Dio si è innamorato di te per la tua amabilissima semplicità, per la tua schiettissima e convinta umiltà. In te le genti contempleranno i segni inconfondibili della santità di Dio”. (2)
La Madre Vincenza, scendendo nei particolari quando ci parla della Vergine, ci dice che Maria è stata sempre presente là dove necessitava il servizio, la gioia, e il sostegno-crescita nella fede. E con che stile? “con semplicità, sollecitudine, letizia, umiltà, generosità, sempre vigile, attenta, sensibile, materna”. (3)
La Madre ci ha parlato tanto della delicatezza che non è automatica, ma che va coltivata ogni giorno, che deve nascere dal profondo.
Una cosa davvero tanto importante, per noi religiose, ma per tutti ed in particolare in questo tempo in cui siamo in continua preghiera per la pace: essere un cuor solo ed un’anima sola. La Madre ci dice: “è una vera ricchezza umana e spirituale che va conquistata giorno dopo giorno: con la preghiera, l’umiltà, la benignità, l’accoglienza vicendevole…non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ognuno di voi, con tutta umiltà consideri gli altri superiori a sé stesso, senza cercare il proprio interesse, ma quello degli altri”. (Fil. 2, 3-4)
“Ognuna consideri l’altra come un dono di Dio” (Vescovo Dino Tomassini) qualsiasi sia la sua indole, il suo carattere. Questo ci dice che ognuna deve mettere tutto l’impegno per essere in Comunità (in famiglia, al lavoro) strumento di pace e di amore”. (4)
Parliamo quindi di sapere, come la Vergine Maria nella sua visita a Santa Elisabetta, camminare insieme. Come è importante! Non è sempre facile, ma è possibile con l’aiuto di Dio!
“Essere per Dio ed i fratelli, così come Maria è stata, “lode” e “servizio” peregrinante e costante.
La sola Carità deve animare e guidare, sostenere la nostra vita comunitaria e apostolica”. (5)
Tutto ciò non è sempre facile, non è automatico, ma “le meraviglie della grazia avvenute ad Ain Karim, si ripeteranno ogni giorno nella nostra comunità e nei nostri ambienti di lavoro, se i nostri cuori saranno pieni, come quello di Maria, di Grazia e di Spirito Santo”. (6)
Coraggio, quindi, “sempre avanti” non da sole, ma con Gesù nel cuore e accanto a lei, la Vergine Madre.
Magnificat!
NOTE
1. Madre Vincenza Minet, Vademe
2. Ibid. pag. 120
3. Ibid.
4. Ibid. pag. 102
5. Ibid. pag. 121
6. Ibid. pag 128



