Italia: ad Assisi, sulle orme di san Francesco

Mar 30, 2026 | Missioni

Durante l’ostensione delle spoglie mortali di san Francesco, la nostra comunità di Assisi ha accompagnato pellegrini provenienti da Paesi diversi. Un servizio fatto di ascolto, preghiera e incontri che riportano al cuore della Visitazione.

Ci sono momenti in cui Assisi sembra raccogliere il respiro del mondo. Nei mesi di febbraio e marzo, durante la Quaresima 2026, l’ostensione delle spoglie mortali di san Francesco ha portato nella città pellegrini provenienti da luoghi e storie differenti. Per la nostra comunità sono stati giorni intensi, vissuti tra preghiera, raccoglimento, incontri e un’accoglienza che ha reso concreta la fraternità francescana.
Abbiamo accompagnato i gruppi nella visita al Santo, pregando con loro e condividendo la gioia di un’esperienza attesa. Sono arrivate anche le nostre sorelle della Casa Madre, insieme a pellegrini dalla Polonia, da Londra e dalle Filippine. Volti, lingue e percorsi diversi si sono incontrati davanti a Francesco, un uomo che dopo ottocento anni continua a parlare al desiderio di pace e di autenticità presente nel cuore di tante persone.

Il 9 marzo, giorno del compleanno di Madre Vincenza, abbiamo accolto sua nipote Bertilla insieme ai figli Alessandro e Miriam. Ad Assisi li abbiamo accompagnati nella cripta della Basilica Inferiore, dove riposano le spoglie di san Francesco, e nel Santuario di Santa Maria Maggiore, per sostare davanti a san Carlo Acutis.

Il cammino è proseguito fino alla Porta Antica, luogo legato alla scelta che ha trasformato per sempre la vita di Francesco.

Qui il giovane rinuncia alle feste e ai divertimenti, si libera di tutto ciò che lo trattiene e sceglie di diventare amico dei poveri e di Cristo.
La visita è proseguita poi nella cappella del monastero delle Benedettine, un luogo particolarmente caro alla nostra storia. Proprio lì, nel 1978, con la benedizione del vescovo Dino Tomassini, nascono le Ancelle della Visitazione. Ad Assisi, dunque, il cammino di Francesco incontra anche le radici della nostra Congregazione e ci ricorda che ogni vocazione comincia da una disponibilità concreta a lasciare spazio a Dio.

San Francesco continua a interrogarci con la radicalità della sua scelta. Ci invita a spogliarci non soltanto dei beni materiali, ma dell’orgoglio, dell’invidia, delle ambizioni e di tutto ciò che impedisce di guardare l’altro con libertà. È un percorso esigente, che conduce a una conoscenza più vera di noi stessi e aiuta a riconoscere Cristo nel prossimo. Accogliendo i pellegrini ad Assisi, abbiamo ricevuto a nostra volta questo invito: tornare all’essenziale, custodire la pace e fare della fraternità uno stile quotidiano.

In quelle settimane abbiamo accolto e, nello stesso tempo, siamo state accolte. Ogni pellegrino ci ha consegnato qualcosa della propria fede. È questa reciprocità a rendere vivo il nostro carisma: come Maria nella Visitazione, ci mettiamo in cammino per portare una presenza e scopriamo che Dio ci precede già nella vita di chi incontriamo.