A Bolechowice una celebrazione di saluto racconta il valore di una presenza fedele, vissuta tra la parrocchia e la scuola materna, con discrezione e con il sorriso.
Ci sono missioni che non hanno bisogno di gesti straordinari per lasciare un segno. Il 9 febbraio, nella chiesa di Bolechowice, la comunità parrocchiale si è riunita attorno a Suor Dorina Daganio per ringraziare il Signore dei suoi undici anni di missione in Polonia. La celebrazione ha raccolto la gratitudine di chi l’ha incontrata nella vita quotidiana, in sacrestia e soprattutto nell’educazione dei bambini della scuola materna.
Suor Dorina ha vissuto il suo servizio senza cercare il centro della scena. Lo ha fatto con semplicità, disponibilità e un sorriso capace di rendere più vicine le persone. Giorno dopo giorno ha preparato spazi, accompagnato i piccoli e condiviso la vita della parrocchia. Sono gesti ordinari, spesso difficili da contare, ma proprio per questo capaci di lasciare un segno profondo.
Al termine della Messa, i parrocchiani hanno affidato suor Dorina e la sua nuova missione alla Vergine del Rosario venerata nella chiesa di Bolechowice. Quel gesto ha unito il grazie per il cammino compiuto alla fiducia per ciò che verrà. Ogni partenza porta con sé un distacco, ma non cancella le relazioni nate nel tempo: le consegna a una forma nuova di comunione e di preghiera.
La storia di suor Dorina racconta il volto più discreto della missione. Non sempre è fatto di grandi opere o avvenimenti straordinari. Spesso si riconosce nella fedeltà con cui una persona torna ogni giorno al proprio compito e si mette a servizio. Dopo undici anni, Bolechowice non saluta soltanto una religiosa che parte.
Custodisce la memoria di una vita condivisa, capace di educare anche attraverso la coerenza e la gioia, perchè il carisma della Visitazione si esprime soprattutto nella fedeltà delle piccole cose.



